29 giugno 2026 Cahier d’écrivaine mescolando pianeti e piani del discorso

Ho scattato questa foto del manoscritto del L’INFINITO leopardiano il 28 maggio, durante una mostra di manoscritti conservati alla Biblioteca Nazionale di Napoli, ed esposti proprio nell’occasione del convegno “Letteratura è responsabilità civile. Il ruolo degli scrittori nell’era dell’incertezza”…. ma ecco che un turbinoso mese s’est écoulé depuis lors ed eccoci al fatidico 29 giugno, anniversario della nascita di Giacomo Leopardi (quest’anno 228° anniversario), giorno giusto per riguardare questo mirabile scritto, con poche correzioni, solo nei primi e ultimi versi, e un tratto minuto ma sicuro nel tracciare l’orizzonte insuperato della poesia di lingua italiana.

A precipizio è andato questo mese, con la morte di Plinio Perilli il 30 maggio – e giusto pochi giorni prima lo pensavo perché è stato rimesso in scena da Christine Hamp e il gruppo X-Pression al Teatro Aurora di Velletri il mio testo “Il precipizio. Teatro delle voci”, a cui Plinio ha dedicato una delle sue scritture fulgide e generose, che inizia in un modo che mi toglie ancora il fiato: «Tiziana Colusso onora, rispetta e orchestra tutte le voci da cui veniamo, che ci abitano, si affollano, inscenandosi ci contaminano: ma proprio così ci salvano»

E ora siamo noi a dover onorare Plinio, che tanto generosamente si è speso non solo per la letteratura italiana contemporanea, ma anche per gli autori, con empatia e sollecitudine. La sera delle letture dedicate a lui il 18 giugno, nello spazio a dire il vero non tanto adatto alla voce poetica come lo Scalo San Lorenzo, ho voluto leggere una parte del testo che nel suo “Museo dell’uomo” ha dedicato ad Amelia Rosselli, che aveva seguito non solo come voce critica, ma anche umanamente, tant’è che racconta che era andata a prenderla insieme ad un’altra persona nella clinica privata dove era ricoverata, per riportarla a casa secondo il suo desiderio, pochi giorni prima della tragica morte della poetessa.

L’occasione del memoriale per Plinio è stata importante anche per reincontrare alcune persone speciali – con la consapevolezza ormai che bisogna coltivare i rapporti importanti mettendoci tutta l’energia, e lasciar cadere tutti gli altri rapporti formali o vuoti di senso.

In particolare quella sera ho reincontrato dopo tanti anni la scrittrice e poeta Maria Jatosti, che avevo conosciuto nei primi anni 2000 al Sindacato Nazionale Scrittori e frequentato intensivamente per molti anni. Poi, con la fine del Sindacato Scrittori, tutto un habitat si era disperso, e ancora a volte sento l’orfanità di una rete stabile di relazioni letterarie ed umane, oggi guardo i vari circoli romani un po’ dall’esterno, sto spesso sola e a volte mi affaccio qui e là. Maria Jatosti mi ha fatto una bellissima dedica che ripete due volte la parola “sempre”, come una pietra miliare, sul suo nuovo libro “Amici miei”, un memoir pubblicato recentemente, nell’aprile 2026, da Ensemble, proprio grazie all’interessamento di Plinio. Maria Jatosti, questa ragazza del 1929, si che ha saputo “ coltivare appassionatamente l’arte dell’incontro”: in quasi un secondo di vita densissima, piena di amori, di incontri, di politica, di poesia, di canto, di impegno collettivo, ha saputo incontrare i mille volti dell’estate romana – ricordo ancora le serate di reading poetici da lei organizzate nei giardini di Castel  Sant’Angelo, a cui ho partecipato molte volte – e al tempo stesso coltivare il rapporto con i grandi protagonisti della cultura e della politica, intervistandoli in fitti dialoghi: Mario Socrate, Carlo Lizzani, Mariella Bettarini, Vincenzo Consolo, Giovanna Marini, Marigia Maulucci. Ma questo libro di Maria Jatosti straripa letteralmente di nomi e ricordi, come se le pagine non bastassero a riassumere e dare conto di tutti gli incontri fecondi, e spuntano tra le righe Mario Lunetta, Edoardo Cacciatore, Anna Malfaiera, Amelia Rosselli, Pierpaolo Pasolini, Luciano Bianciardi, Gianni Toti e tanti altri, e in questi ci sono nomi che anche per me sono una parte di vita – seppure più ridotta in termini di decenni e forse anche di passione – e che quindi mi sono commossa al vedere rievocare. Maria Jatosti sa raccontare, come ha saputo vivere, con fluida passione

Grazie allora alla magia di Plinio anche per questo re-incontro, e speriamo che ci siano altri incontri dedicati a Plinio, non tanto maratone di letture individuali, quanto tavole rotonde e dibattiti che mettano in rilievo la pluriforme opera di Plinio.

Il primo informale riconoscimento è stato fatto il 31 maggio durante il Grosseto Festival Terra di mare, da David La Mantia, organizzatore insieme a Stefania Giammillaro ed altri di questo incontro originale, quasi una Woodstock maremmana.

Il giorno del funerale di Plinio, sabato 6 giugno, ho dovuto fare un salto mortale per partecipare prima all’esame di secondo anno della formazione di Zhineng QiGong, e sono arrivata alla Chiesa degli Artisti con la maglietta del Qi Gong, però credo che a Plino sarebbe piaciuto questo dribblare tra i mondi.

E poi….. sono stata catturata dall’ortopedia, e per un altro mese abbondante dovrò stare a casa a far guarire il piede, il che non mi impedirà di far vagare la mente tra libri e voci al telefono.

È passata un’altra notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24, notte per me densissima perché ogni volta mi ricorda la morte di mio fratello Gianluca, avvenuta proprio quel giorno di tanti anni fa, ne parlo in uno dei testi di “Corpo conduttore”, libro che ha avuto il riconoscimento come finalista del Premio Elio Pagliarani a maggi, ma forse ad alcuni sembra troppo denso ed ostico alla lettura.

A proposito del corpo, segnalo il denso saggio pubblicato dal maestro Mario Thanavaro nella rivista online Relazioni Sistemiche (pdf scaricabile gratuitamente dell’ Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche), e dedicato a “Il corpo nella relazione con il mondo”. Il Maestro Thanavaro, per me un maestro da tanti decenni, esplora nel suo saggio il corpo come “campo di esperienza, soglia tra interiorità e mondo, via di trasformazione della coscienza”.

Direi che per oggi può bastare….