Le fiabe del mutamento
Nota di lettura di Laura Barreliere (psicoterapeuta)

Le fiabe del mutamento…già  questo titolo ha per me, come persona e come psicoterapeuta, un grande fascino, e mi risuona come una promessa.

Le fiabe ampliano le possibilità della relazione terapeutica, al pari dei sogni, in quanto sono connotate da contenuti simbolici e transferali. Gli archetipi, infatti, secondo Jung assumono forma e si manifestano in immagini nelle fiabe, che diventano pertanto, al pari dei sogni, espressione della vita psichica.

Inoltre ci consentono di ricontattare la “parte bambina” della personalità che è la fonte prima della creatività  nell’arco dell’intera esistenza.

Il mutamento costituisce un altro elemento caro alla psiche, ed alla “individuazione del Sè” in quanto la stasi e la difficoltà  al cambiamento ostacolano profondamente l’evoluzione interiore che viceversa richiede un fluire profondo ed una trasformazione perenne verso “forme” superiori.

La trasformazione, inoltre, può  avvenire solo sulla base della benevola accettazione dei propri limiti, che vengono “mutati” in forza.

Leggere queste fiabe è stato per me non solo piacevole ed appagante, ma anche fonte di ricordi, riflessioni e nuove consapevolezze.

Tiziana Colusso ha il dono della scrittura,  un talento espressivo unico e la capacità  di trasmettere lievemente contenuti profondi.

In un’apparente semplicità,  con un tocco di felice e giocosa ironia prendono forma nele fiabe personaggi del mondo naturale in tutte le sue espressioni: vegetale, umano, animale, minerale…

Questo consente a chi legge di riconnettersi all’animismo che è  appartenuto alla nostra infanzia e che sembrava ormai dimenticato e perduto.

Non desta stupore allora che ogni elemento della natura ci possa parlare, come avveniva nel nostro passato, e leggendo entriamo in un mondo incantato nel quale veniamo condotti dall’autrice con garbo ed abilità.

Nello stesso tempo non viene coinvolta solo la nostra parte bambina, perché  in ognuna di queste fiabe si nasconde ed emerge nel contempo la possibilità  di riflessioni profonde, rispetto a qualcosa che ci appartiene, che ci manca, che ci inquieta,  che vorremmo raggiungere o trasformare in una sorta di metamorfosi, e che si realizza solo attraverso l’accettazione benevola e la comprensione di sé e dell’altro.

I mutamenti esterni diventano metafora dei cambiamenti dell’anima, alla ricerca di sè e del proprio  spazio, come nella fiaba della principessa Titania.

Sono trasformazioni che, attraverso il contatto emotivo con un altro essere vivente consentono di uscire da una sorta di isolamento ossessivo (“la chiocciola nel grattacielo”)…o ancora, superando ogni diverso modo di essere, consentono un volo “simbiotico” verso altre possibilità  (“Pietra Rotolante nel paese delle Orme)…tanto altro si potrebbe scrivere su ogni fiaba, ma penso sia meglio lasciare ad ognuno l’intuizione e la scoperta di parti di sé…

Leggere le fiabe del mutamento, e soffermarmi sulle illustrazioni surreali che le accompagnano così  efficacemente, parlando direttamente all’inconscio, è stato per me un emozionante viaggio interiore che mi ha consentito, ancora una volta, di apprezzare il variopinto caleidoscopio emotivo dell’autrice.